HERMANADOS….

28 11 2008

Strano a dirsi, ma a 2000 km dalle nostre montagne c’è chi vive situazioni simili a quelle che vivono i monti reatini.

Duemila Kilometri dicevo, forse un pò di più, ad ovest, in Spagna, non lontano dal Portogallo vi sono delle montagne che non sono tra le più note, ma che non sono certo seconde a nessuno quanto a bellezza dei luoghi, ricchezza di biodiversità e soprattutto opportunità di sviluppo turistico in armonia con la montagna. Parlo della Sierra de Candelario (nota anche come Sierra de Bejàr), una vasta porzione del Sistema Central che assieme alla Sierra de Francia (altro massiccio montuoso della Castilla y Lèon) è stata dichiarata Reserva de la Biosfera. El Calvitero (2410 m) è la vetta più alta e attorno  a questa cima si ergono una serie di picchi secondari che se da un lato aprono scenari d’incanto su nevi eterne, in inverno cascate di ghiaccio (los canalizos) ,piccoli laghi montani (las lagunas) e pareti di granito di 300 metri dove si può apprezare la bravura degli alpinisti di Bejàr e Candelario, dall’altro però la montagna è stata schiavizzata agli interessi di alcuni potentati economici privati che inesorabilmente l’hanno brutalizzata con impianti sciistici (La Covatilla) e che CRIMINALMENTE vorrebbero incrementare i profitti boicottando la creazione di un Parco Naturale e ampliando  gli impianti di risalita e tutto il bacino sciistico.

Le nevi perenni della Sierra de Candelario (Ago 2008)

Le nevi perenni della Sierra de Candelario (Ago 2008)

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Hacia El Calvitero

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Panorama  hacia las Lagunas

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Le brutture de La Covatilla

Le brutture de La Covatilla

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Candelario, e tutta l’area circostante, è un luogo dove si respira appieno un clima di turismo in armonia con la natura, con le tradizioni locali, con le eredità storiche . Insomma, a differenza che da noi, lì si è saputo valorizzare molto quello che si ha, le bellezze architettoniche del pueblo, le meraviglie naturali, gli scenari incantevoli della tradizione locale (penso per esempio alla magia della tradizione de los trajes tìpicos). Tuttavia, c’è anche lì qualcuno che non sa vedere quanto di incantevole offre El pueblo màs bonito de España, oppure sa vederlo solo in parte , oppure ancora lo trascura e lo mette in secondo piano anteponendogli esigenze pratiche (per carità magari pure giustificate) che a volte finiscono per rovinare la bellezza di un angolo di paese (per esempio penso agli orrendi bolos che l’amministrazione comunale ha fatto disporre lungo il paese per evitare il parcheggio delle automobili, ma che in fin dei conti non servono a nulla e che hanno “abbrutito” numerosi angoli del paese!). E, similmente a quanto accade da noi, anche lì c’è una feroce guerra tra ambientalisti  e non, tra fautori del Parque e chi invece il Parco lo odia e lo vede come rovina. Anzi, forse lì , in omaggio alla spontaneità spagnola, gli animi sono più sinceri e non si nascondono , e così i balconi delle case e le finestre manifestano il proprio astio per il progetto del Parco e d’altra parte t-shirt e manifestazioni rilanciano per il parco naturale.

PARQUE NO , contestazione al Parque Natural da un balcone

PARQUE NO , contestazione al Parque Natural da un balcone

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Ahimè, fin’ora da noi nessuno è andato a manifestare per il Parco del Terminillo, nessuno ha sponsorizzato a dovere un’iniziativa del genere, nessuno ha organizzato incontri pubblici per creare una vera e propria piattaforma per spingere verso il Parco (gli amici della Plataforma de Candelario, mi permettano l’italianizzazione!!!). Nessuno, ed è questo che fa veramente male , che demoralizza, che oltraggia le montagne e tormenta l’animo, nessuno ha alzato una voce per solo accennare al fatto che la risposta dei nostri amministratori ai progetti mostruosi dell’ISIC e di Leonessa è stata data con progettazioni ancora più devastanti e brutalizzanti , e che , per di più, hanno cercato di far passare come eco-sostenibili, ed io idiota che c’ho creduto!

Personalmente non finirò mai di ammirare con tutto il cuore la gente della Sierra de Candelario che ha lo spirito e la forza di combattere contro i poteri economici, che ha la forza di proporre un reale turismo alternativo allo sci e che valorizza i propri luoghi in armonia e rispetto con la natura, la propria storia, le proprie tradizioni.

NATURALMENTE CANDELARIO

NATURALMENTE CANDELARIO - PARQUE SI

NATURALMENTE CANDELARIO - PARQUE SI

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Dedicato a Muso e ai suoi padroni: tra le persone più importanti che ho incontrado in vita mia , le persone che più stimo e  con cui per sempre sarò legato.

MUSO

MUSO

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Ancora sulla Vallonina…desolazione.

24 11 2008

Le date del referendum per il passaggio in Umbria del Comune di Leonessa sono ormai prossime e molteplici novità sono intervenute  per quanto riguarda la faccenda dello sviluppo “turistico” (virgolettato perchè in realtà si parla solo di sviluppo sciistico!) delle montagne del leonessano.

I nostri onerevoli in Consiglio Regionale assieme ai nostri rappresentanti alle istituzioni pirvinciali e comunali si sono prodigati in questi ultimi tempi, nell’esame del progetto ISIC e del nuovo progetto proposto dalla Provincia di Rieti.

Il progetto che la Provincia e la Regione Lazio hanno approvato prevede un disboscamento più o meno doppio a quello che si prevedeva nel progetto della ISIC. Circa 60 ettari di bosco da tagliare contro i 35-40 previsti dal progetto della ISIC. Detto ciò, vanno fatte comunque alcune considerazioni:

1) forse il progetto della provincia, seppur prevendendo maggior disboscamento , non prevederà la costruzione di “rifugi” , hotels , ristoranti, e quant’altro di simile in quota. E ciò a differenza del progetto ISIC che invece prevede strutture del genere, che porterebbero ad un impatto considerevole (si pensi agli scarichi fognari, ai rifiuti, etc.)

2) a differenza del progetto ISIC, quello della Provincia coinvolgerebbe non solo Leonessa, ma anche il paese di Cantalice e la fatiscente stazione di Terminillo – Pian de’ Valli, garantendo un comprensorio sciistico che potrebbe ravvivare le sorti della stazione sciistica di Pian de’ Valli. Mentre, d’altra parte, il progetto ISIC farebbe comodo solo a Leonessa, lasciando morire Pian de’Valli, anzi affossandolo definitivamente.

In ogni caso, in questa storia c’è un che di veramente desolante:

In questa città, sulle nostre montagne, non si riesce a pensare al turismo alternativo e gli unici modelli di sviluppo che si propongono e finanziano sono modelli di distruzione ambientale, modelli che , sostenibili o meno, passano per il taglio di migliaia di alberi, passano per la distruzione di interi habitat naturali, EPPURE QUESTE MONTAGNE CONSERVANO RISORSE INFINITE, STORIE MAGICHE, AMBIENTI PARADISIACI, che a quanto pare, NESSUNO VUOL PRESERVARE.

Ho ritenuto opportuno modificare alcune parti di questo articolo perchè scritte su presupposti rivelatisi infondati e soprattutto non veritieri. Il resto è bene che rimanga perchè accanto allo sci è bene che si pensi anche a turismo “alternativo”.