Ancora sulla Vallonina…desolazione.

24 11 2008

Le date del referendum per il passaggio in Umbria del Comune di Leonessa sono ormai prossime e molteplici novità sono intervenute  per quanto riguarda la faccenda dello sviluppo “turistico” (virgolettato perchè in realtà si parla solo di sviluppo sciistico!) delle montagne del leonessano.

I nostri onerevoli in Consiglio Regionale assieme ai nostri rappresentanti alle istituzioni pirvinciali e comunali si sono prodigati in questi ultimi tempi, nell’esame del progetto ISIC e del nuovo progetto proposto dalla Provincia di Rieti.

Il progetto che la Provincia e la Regione Lazio hanno approvato prevede un disboscamento più o meno doppio a quello che si prevedeva nel progetto della ISIC. Circa 60 ettari di bosco da tagliare contro i 35-40 previsti dal progetto della ISIC. Detto ciò, vanno fatte comunque alcune considerazioni:

1) forse il progetto della provincia, seppur prevendendo maggior disboscamento , non prevederà la costruzione di “rifugi” , hotels , ristoranti, e quant’altro di simile in quota. E ciò a differenza del progetto ISIC che invece prevede strutture del genere, che porterebbero ad un impatto considerevole (si pensi agli scarichi fognari, ai rifiuti, etc.)

2) a differenza del progetto ISIC, quello della Provincia coinvolgerebbe non solo Leonessa, ma anche il paese di Cantalice e la fatiscente stazione di Terminillo – Pian de’ Valli, garantendo un comprensorio sciistico che potrebbe ravvivare le sorti della stazione sciistica di Pian de’ Valli. Mentre, d’altra parte, il progetto ISIC farebbe comodo solo a Leonessa, lasciando morire Pian de’Valli, anzi affossandolo definitivamente.

In ogni caso, in questa storia c’è un che di veramente desolante:

In questa città, sulle nostre montagne, non si riesce a pensare al turismo alternativo e gli unici modelli di sviluppo che si propongono e finanziano sono modelli di distruzione ambientale, modelli che , sostenibili o meno, passano per il taglio di migliaia di alberi, passano per la distruzione di interi habitat naturali, EPPURE QUESTE MONTAGNE CONSERVANO RISORSE INFINITE, STORIE MAGICHE, AMBIENTI PARADISIACI, che a quanto pare, NESSUNO VUOL PRESERVARE.

Ho ritenuto opportuno modificare alcune parti di questo articolo perchè scritte su presupposti rivelatisi infondati e soprattutto non veritieri. Il resto è bene che rimanga perchè accanto allo sci è bene che si pensi anche a turismo “alternativo”.






Vallonina…facciamo il punto!

20 10 2008

Ho ritenuto opportuno modificare alcune parti di questo articolo perchè scritte su presupposti rivelatisi infondanti e soprattutto non veritieri. Il resto è bene che rimanga perchè accanto allo sci è bene che si pensi anche a turismo “alternativo”.


La settimana che si è appena chiusa  ha visto l’animarsi del dibattito sul referendum secessionista leonessano e sulla questione del progetto ISIC sugli impianti di sci in Vallonina.

Sul banco della discussione , che poi è stata l’aula del Consiglio Provinciale e del Consiglio Regionale, si sono ritrovate le solite posizioni, immutate e , a quanto pare immutabili; tuttavia sono anche  emerse ufficialmente importanti novità.

Prima tra tutte queste novità è  l’ufficialità della realizzazione di quello che è noto come “Progetto dello Scavalco”, vale a dire nuovi impianti di risalita e piste da sci che metteranno in comunicazione le stazioni sciistiche di Pian de’ Valli (Terminillo) e Campo Stella (Leonessa) attraverso il ripristino di piste abbandonate , come la Cardito Nord, e nuove realizzazioni sul versante Nord dei Sassetelli e sul versante del Comune di Cantalice.

Sul sito del Comitato per gli impianti di Campo Stella è presente una documentazione  molto chiara e dettagliata che mostra l’ampliamento ed ammodernamento  del bacino sciistico di Campo Stella, con proiezione verso Terminillo Pian de’ Valli e Cantalice (zona Rifugio Castiglioni). Tutto il bacino ha e avrà una esposizione Nord  e Nord-Ovest.

Si tratta di un progetto importante, non solo per Leonessa ma anche per gli altri territori interessati e che mette in comunicazione, e forse è il progetto che può salvare le economie del Terminillo. Certo, non è “ad impatto zero”, come non può esserlo alcun impianto di sci, però SI TRATTA DI UN PROGETTO AMPIAMENTE SOSTENIBILE da parte degli ecosistemi su cui va ad incidere. Infatti, a differenza del progetto ISIC non sono previsti Rifugi in quota (dunque non sono previste fogne o comunque insediamenti stabili e l’inquinamento che , a mio parere , ad essi è correlato e che porterebbero a monte delle falde acquifere del Terminillo), non sono previsti bacini artificiali per l’innevamento (mi domando se tutta l’acqua necessaria la prelevino dalle falde che alimentano le sorgenti che ci dissetano!!! paradossale che negli anni inc ui l’acqua diventa sempre più scarsa, sempre più cara e sempre più ambita e richiesta noi la buttiamo – modificata con preparati chimici – per far la neve per sciare), non è previsto, per farla brave, uno sfruttamento intensivo della montagna , ma invece una sfruttamento SOSTENIBILE . Peraltro, la zona per così dire “più pregiata”,  naturalisticamente parlando con riferimento all’ecosistema che vi si trova ed anche con riferimento alle  potenzialità economiche, turistiche e sportive che offre (è la zona in cui si svolge la Terminillo Sky-Race ed  in cui è notevole la presenza di bestiame al pascolo) vede, come da progetto, la presenza di soli impianti di collegamento con praticamente nessuna o scarsa necessità di disboscamento (è una zona in quota , sopra i 1700 metri), però garantendo collegamento tra gli impianti di Pian de’ Valli (la Cardito Nord, finalmente riaperta!!!) e gli impianti di Leonessa.

Insomma,penso che sia un progetto valido, l’unico in grado di offrire un serio ampliamento delle economie montane collegate allo sci di Leonessa e Terminillo  e, al tempo stesso, l’unico progetto di notevole portata tale però da essere sostenibile dagli ecosistemi su cui va ad incidere.

Se effettivamente, come pare, questo progetto vedrà la luce , merito andrà dato in primis al Comitato Impianti Campo Stella che con le proprie forze e passione ha tenuto viva e forte una realtà piccola e spesso abbandonata da chi avrebbe dovuto , invece, aiutarla. Per quanto mi riguarda, il Comitato merita già tutta la mia stima per aver saputo proporre finalmente al Terminillo un progetto di ampiamento sciistico  alternativo alle cementificazioni delle vallate e alla non curanza per gli ecosistemi che sono la nostra reale ricchezza.

Proprio dal discorso sull’ampliamento del bacino sciistico di Campo Stella e sul collegamento  con Pian de’ Valli , vorrei cominciare a disquisire sulle obiezioni che sono state sollevate dall’Amministrazione leonessana e in generale dal Comitato per il SI al referendum “secessionista”. A parte il fatto, mi pare ormai palese, che non altre motivazioni vengono addotte come necessità di cambiare Regione, se non , a mio modo di vedere, una sorta di “ripicca” con risvolti di natura politica nei confronti dell’Amministrazione della Regione Lazio, rea di aver negato le autorizzazioni per la realizzazione dell’imponente progetto ISIC (alias…secondo me…distruzione degli ecosistemi della Vallonina!), il dibattito infatti  è ormai solo incentrato su questa questione; a parte ciò, dicevo, sono state portate avanti delle argomentazioni, sempre secondo chi scrive, assolutamente incondivisibili, sia perchè a volte forse erronee, sia perchè a null’altro badavano se non a screditare l’Amministrazione di Provincia e Regione.

Andiamo per ordine:

Prima di tutto è bene chiarire che le aree di ampliamento del bacino sciistico di Campo Stella sono assolutamente ed incontrovertibilmente le zone del gruppo del Terminillo  dove è più facile che la neve “sopravviva” per tempi più lunghi, molto più a lungo di  quanto si dice per la neve in Vallonina, nonostante le quote inferiori. Le uniche zone ove , infatti, sarebbe necessario innevamento artificiale, sono quelle dell’Acquasanta, esposte ai venti e al sole, ma dove sono previsti solo gli impianti di collegmento con Pian de’ Valli e nessuna pista.

La zona della Valle dell’Organo , della Fonte di Rubbio,  del versante Nord del Monte Macchialaveta , delle Valli dell’Inferno e degli Angeli sono zone dove la neve caduta si conserva fino ai primi di Luglio!!!!Forse per microclimi particolari, forse per le caratteristiche morfologiche della valle dell’Organo (ben più stretta e raccolta della Vallonina), fatto sta che qui le nevi resitono facilmente più a lungo. Altro che quanto si dice, falsamente, per la Vallonina, dove la neve che si trova ancora in Giugno o più in là è solo neve svalangata, caduta dai crinali e dai pendii del Terminillo e dei Monti Iacci.

Queste fotografie sono  state scattate alla fine di Luglio 2008 e mostrano la zona sovrastante gli impianti di Campostella: i pendii Nord della Valle dell’Organo. La neve presente era ancora tanta, ed era neve sui pendii, dunque non neve portata dalle valanghe che si ritrova nelle conche naturali (come la valle della Meta dove è stato rinvenuto il “famoso” nevaio!), ma neve caduta!!! La valle dell’Organo è riparata dai venti caldi che arrivano da Sud-Ovest e la neve ha potuto mantenersi a lungo, fino alle calde piogge di Agosto. E si badi che i nevai erano molti e piuttosto grandi ancora il 30 Luglio!!! Ben altro, rispetto al ridicolo nevaio dei primi di Agosto nella Valle della Meta, tuttavia tanto pubblicizzato con euforia destinata a sparire con la stessa velocità con cui lo stesso nevaio si è sciolto.


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A me pare, dunque, che se la nevosità e la durata della neve caduta dovesse, si badi ammesso e non concesso , autorizzare la costruzione di nuove sky aereas, beh, nel nostro caso la Valle dell’Organo e il bacino sciistico di Campo Stella sarebbe un sito almeno valido quanto la Vallonina!

Dopo di che, le Amministrzioni locali ben conoscono , o dovrebbero ben conoscere ,i vincoli legislativi europei e di conseguenza nazionali che badano alla conservazione della Vallonina e che le stesse amministrazioni hanno ratificato!

Il fatto stesso che il progetto ISIC è stato bloccato è segno che esiste una normativa che lo vieta, o no??  Il fatto stesso che devo essere concesse autorizzazioni, che neppure ai tempi della “giunta amica” sono tempestivamente intervenute, è sintomo che vi sono dei vincoli normativi particolari, o no??

Ignorantia legis non excusat mi verrebbe da dire!

Fin troppo semplice, per il lettore, documentarsi sui motori di ricerca .

Poi è pur vero che ogni legge può essere modificata ma forse , almeno quando si tratta di vincoli sovrannazionali , sarebbe il caso di rifiutare logiche strumentali di partito e magari accettare il fatto che la legislazione sovrannazionale è davvero terza e che , come nel caso, se un area è particolarmente pregiata è un bene per tutti che non venga distrutta. Soprattutto quando esistono alternative, magari meno imponenti, ma di sicuro più attente al bene comune, rispetto al bene di pochi singoli.

Si è detto poi che a suo tempo il progetto è stato oggetto di mediazione con la Provincia, una sorta di scambio : ISIC ridimensionata (così da fare del progetto poco meno di uno scempio)da una parte, PARCO e SCAVALCO (per far contento il Terminillo) dall’altra. Ma che sorta di baratto era questo? Come può proporsi un parco su un territorio che sarebbe così tanto compromesso? a cosa servirebbe il parco? a frenare altre ipotesi di sviluppo? e far del Terminillo un monopolio ISIC? Che senso avrebbe un parco su un territorio così tanto compromesso? Si dice poi che neppure si sentono  più gli ambientalisti parlare del Parco del Terminillo, ma mi di domando di cosa si dovrebbe parlare visto che pare che il futuro dei Parchi italiani e delle Riserve Naturali sarà (ed è nei piani dell’attuale esecutivo) PRIVATO!

Beh, è una situazione davvero complicata e spero solo che non vi siano in ballo  ambizioni politiche che cavalcano facile populismo e tanta demagogia per nutrire altra ambizione politica…perchè è facile scaricar le colpe sulla fazione politica avversa ma poi tutto finisce sulle spalle della gente, e se poi i figli di questa gente berranno l’acqua inquinata e si troveranno montagne colme di schiamazzi e spazzatura ma vuote come lande desolate….tutto ciò pare che abbia poca importanza.

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