Succede a volte che una forza irresistibile mi chiama dalle vallate dell’alta montagna e mi spinge a salire dalla pianura .
Martedì tardo pomeriggio, caldo si ma mai troppo , le 18 e 30, guardo fuori, chiudo il libro…salgo in macchina verso la Valle Scura. Pochi metri fino all’inizio della valle per ridiscenderla dall’alto e poi risalire ma quasi subito noto un’immagine poco consueta … una gran parte del bosco non c’è più… Dall’alto s’intravedono alberi divelti, grossi massi rotolati giù per i crinali, strisce di neve.
scendo lungo la sterrata di tante scialpinistiche invernali e…..
questo è lo scenario della Valle Scura tra i 1800 e i 1400 metri.





Non so pensare il momento in cui sia venuta giù tanta violenza nella vallata che più di ogni altra ti costringe alla quiete con la sua bellezza..
Ora un bosco non c’è più, è stato strappato via dalla montagna che se l’è scrolato di dosso con tutta la sua violenza assieme alla strada che seppur discreta la violenta , eppure i faggi sono già verdi, eppure gli animali già passano su quei crinali ..QUELLO CHE NON UCCIDE RENDE PIù FORTI, ben si direbbe.
Il bosco è ceduo per natura e già rinasce più forte e vivo di prima.
la valle ha voluto chiudersi nella sua inospitalità, nella sua quiete selvaggia, la natura riprende quello che l’uomo ha provato a togliere.
é più di tutte una vallata incantata, ricca di misticismo; e ora, assieme ai lupi , gli scheletri dei faggi divelti dalla valanga impetuosa vegliano sulle Anime Sante della Valle Scura.
